Cari amici,

Siamo Fabio e Francesca, due ragazzi di 28 anni, da 2 anni sposati e ora con Giulia, che ha 1 anno da poco, abitiamo a Rho (Milano). Siamo a Llamellín, una missione dell'Operazione Mato Grosso sulle Ande del Perù e ci staremo per 2 anni. Ecco quello che facciamo:

La casa parrocchiale

Abitiamo nella casa parrocchiale di Llamellín, una casa aperta ai più bisognosi e centro delle attività della parrocchia. Ogni giorno si dà aiuto e accoglienza alle persone più bisognose del paese: viene donato un pasto caldo (colazione, pranzo e cena), grazie ai viveri che arrivano dall'Italia, e qualsiasi altro tipo di aiuto materiale (vestiario, materiale scolastico, assistenza infermieristica).





Il Taller Don Bosco

Una parte di quella che è la nostra grande casa, è adibita a scuola superiore. Ospitiamo 40 ragazzi, presi tra i più poveri, in modo completamente gratuito, che vivono per 5 anni insieme, come una grande famiglia, ed oltre a ricevere una istruzione di scuola superiore e una educazione religiosa, possono imparare un mestiere che gli sarà utile nella loro vita.





Le attività sociali

Ogni giorno viene data ospitalità e un lavoro a le persone più bisognose, attraverso alcune opere sociali. Tra queste troviamo la cooperativa di "Artesanos Don Bosco" che si occupano di realizzare mobili artigianali di alta qualità venduti in Perù e in Italia; La Ladrilleria, grazie alla quale ogni giorno vengono prodotti mattoni e tegole utilizzati a Llamellin e in tutto il Perù; Lavori agricoli e di muratura per sostenere le opere e le famiglie più bisognose.

Lo facciamo in modo completamente gratuito, è un nostro desiderio di vita che coltiviamo da anni in Italia con l'Operazione Mato Grosso. Sicuramente vivere in missione non è facile: il dispiacere di essere lontani dalle persone care (soprattutto i nostri genitori e nonni di Giulia), dagli amici, dalle sicurezze che ci sono in Italia (i nostri rispettivi lavori che abbiamo lasciato).

In questo duro periodo di pandemia che tutti stiamo vivendo, sono maggiori le preoccupazioni e tutti siamo sottoposti alle norme anti COVID-19. Questo aumenta la difficoltà nello stare qui e nell’operare, ma crediamo che se siamo ancora qui dopo questo virus, se ci è stata regalata una seconda volta la possibilità di vivere, dobbiamo in tutti i modi restituire questo regalo, donando parte di noi e della nostra vita a chi più ne ha bisogno.

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